Porro, Giovanni Giacomo
* Lugano, 1590 ca. + Monaco di Baviera, IX 1656. Compositore, organista e maestro di cappella. Non si conoscono i luoghi in cui si è formato, ma la sua origine luganese è certificata dalla patente di nomina con cui, in qualità di organista, fu accolto al servizio del duca Carlo Emanuele di Savoia. Alla corte di Torino fu attivo ancora nel 1622, quando fu ricordato come compositore dei balletti per l’onomastico di Cristina di Francia. Nell’autunno del 1623 partì per Roma, dove nel 1626 e nel 1629 fu segnalato nella carica di maestro in San Lorenzo in Damaso. Il 6 agosto 1630, alla morte di Giacomo Guidi, il Porro gli succedette nella funzione di supplente all’organo della Basilica di San Pietro durante il congedo concesso a Frescobaldi. Lasciò tale funzione nel dicembre del 1633. In seguito pare che sia stato a Vienna, dove nel 1635 fu raggiunto dalla notizia del suo insediamento nella carica di maestro di cappella a Monaco di Baviera col salario iniziale di 1000 fiorini, portati poi a 1423. Compì vari viaggi in Italia (almeno due, nel 1636 e nel 1653) allo scopo di scritturare musicisti. Del 2 settembre 1638 è la menzione di un’elargizione ottenuta dal Porro come contributo al sostentamento della madre a Lugano. È probabile anche una sua presenza a Torino nel 1650, dove un suo balletto fu allestito nell’ambito della festa teatrale L’educazione di Achille e delle Nereidi sue sorelle nell’Isola d’Oro ideata dal Conte Filippo d’Agliè in occasione delle nozze di Adelaide di Savoia con Ferdinando di Baviera. La presenza di Adelaide alla corte di Monaco segnò una nuova epoca di splendore artistico. In precedenza, sotto il principe elettore Massimiliano I, poco spazio era lasciato all’organizzazione della musica che rimase confinata all’ambito liturgico e all’impiego cameristico. Fu soltanto sotto il suo successore Ferdinando Maria e la principessa Enrichetta Adelaide, ella stessa cantante e buona dilettante di liuto e d’arpa, che l’interesse per la musica si ravvivò, in special modo per il teatro. Di quel periodo va ricordata la costruzione dello "Herkules-Saal" nella residenza per le rappresentazioni teatrali di corte e del primo teatro d’opera di tutta la Germania, l’"Opernhaus am Salvatorplatz" compiuto nel 1657 dall’architetto Francesco Santurini ispirandosi al modello del Teatro Olimpico di Vicenza. Il Sandberger esclude che il Porro fosse coinvolto in queste iniziative, malgrado detenesse la responsabilità di maestro di cappella e nel 1653, con L’arpa festante di Giovanni Battista Maccioni, l’opera in musica fece il suo ingresso alla corte di Baviera. Il Porro intrattenne un interessante scambio epistolare con Galileo Galilei (motivato dalla presenza di Alberto Cesare Galilei nella cappella musicale bavarese), che oltre a scambi di favore che vedono il musicista attento ad avanzare richieste relative ad ogni minima novità segnalata dall’Italia, ci informa che già nel 1637 egli avrebbe composto una favola in musica su libretto di Girolamo Bartolomei, Perseo trionfante, dedicata all’Arciduca Leopoldo d’Asburgo. Alla sua morte, nel 1656, gli succedette nella carica di maestro di cappella Johann Kaspar Kerll. La perdita pressoché totale delle opere del Porro non consente una valutazione sufficiente della sua fisionomia artistica. La lista di circa 1000 pezzi compilata dopo la sua morte dal musicus Instrumentalverwalter Leonhardt Kremponer, menziona 32 messe, 60 Propria, 1 Requiem, 64 Magnificat, 2 Te Deum, 60 cantiones, 187 salmi, 208 antifone, 20 litanie, 7 Stabat Mater, 274 mottetti, oltre a musica profana (200 madrigali, 10 balletti). Di questa ampia produzione, la maggior parte andata perduta, rimangono solo tre pezzi del periodo italiano che bastano appena ad attestare il suo inserimento nella maniera concertante di stampo settentrionale, mentre il fatto che fosse stato scelto per succedere a Frescobaldi mostra il credito di cui godette in un ambiente artisticamente avanzato come quello romano.
COMPOS.:
- Salve Regina e Regina Coeli, a due voci e basso continuo, in Vaghi Fiori di Maria Vergine di Vincenzo Scapitta da Valenza del Po, Venezia, 1628, B. Magni (RISM 1628). Il Salve Regina figura trascritto in C. Piccardi, Giovanni Giacomo Porro, Francesco Robbiano e altri musici di frontiera (si veda la bibliografia), pp. 349-353.
- Non si può soffrir, a una voce e basso continuo, in Cantate diverse a una, due e tre voci con l’intavolatura per la chitarra spagnola di Domenico Crivellati Viterbese, Roma, 1628, G. B. Robletti.
BIBL.:
A. De Gubernatis, Carteggio Galileiano, in Nuova Antologia XVIII (1879).
F. X. Haberl, Giovanni Giacomo Porro, in Kirchenmusikalisches Jahrbuch IV (1891), p. 70.
A. Sandberger, J. K. Kerll Ausgewählte Werke (prefazione), I, Denkmäler der Tonkunst in Bayern, III/2, Leipzig, 1901.
L. Schiedermair, Die Anfänge der Münchener Oper, in SIMG V (1903-1904), pp. 442-468.
A. Cametti, Girolamo Frescobaldi a Roma, in RMI XV (1908).
S. Cordero di Pamparato, Musica alla corte di Carlo Emanuele di Savoia, in Biblioteca della Società Storica Subalpina CXXI (Carlo Emanuele I, Miscellanea, II), Torino, 1930.
Le opere di Galileo Galilei, edizione nazionale, XVI (Firenze, 1936) e XVII (Firenze, 1937).
H. Bolongaro-Crevenna, L’Arpa festante. Die Münchener Oper 1651-1825, München, 1963.
A. Basso, Monumenti di musica piemontese (prefazione), vol. I (G. B. Somis, Sonate op. II), Milano, 1975.
M. T. Bouquet, Storia del Teatro Regio di Torino, vol. I (Il teatro dalle origini al 1788), Torino, 1976.
C. Piccardi, Giovanni Giacomo Porro, Francesco Robbiano e altri musicisti di frontiera, in La musica sacra in Lombardia nella prima metà del Seicento (Atti del Convegno internazionale di Studi, Como, 1985), a cura di A. Colzani, A. Luppi, M. Padoan, Como, 1988, pp. 315-356.